Il PAC,
spiegato bene.

Come costruire un capitale, un po' alla volta e in automatico, con il Piano di Accumulo. Semplice, flessibile e adatto anche a chi parte da zero.

€200
al mese, versati in automatico senza pensarci
oltre €119.000
montante potenziale in 25 anni a un rendimento medio del 5%. Il resto lo fa il tempo.

Cosa diventano piccoli versamenti costanti, lasciati lavorare

Ipotesi illustrativa: 200 € al mese per 25 anni, rendimento medio 5% annuo. Valore lordo, non garantito.

00Introduzione

Un capitale, un po' alla volta

Per mettere da parte un capitale non serve una grande somma iniziale, né il momento perfetto per entrare sui mercati. Serve un metodo. Il Piano di Accumulo del Capitale, il PAC, è esattamente questo: si sceglie una cifra sostenibile, per esempio 100 o 200 euro, e la si versa a intervalli regolari in uno strumento finanziario diversificato, lasciando che il tempo e i mercati facciano il resto. È probabilmente lo strumento di investimento più democratico che esista: non chiede di essere ricchi, chiede di essere costanti.

Questa guida ti accompagna passo dopo passo: come funziona un PAC, perché l'interesse composto è così potente, come i versamenti a rate riducono il peso della volatilità, quali strumenti scegliere e quanto contano i costi, come funziona la fiscalità, e infine due confronti concreti, con il fondo pensione e con l'immobile, per capire quando il PAC è la scelta giusta e quando lo sono gli altri.

Come leggere questa guida

Partiamo dalle basi, cioè cos'è un PAC e da dove nasce la sua forza, poi entriamo negli strumenti, nei costi e nella fiscalità. I capitoli dal 7 al 9 mettono il PAC a confronto con il fondo pensione e con l'acquisto di un immobile, e mostrano come farli lavorare insieme, con i calcolatori che puoi usare sui tuoi numeri. Alla fine trovi un simulatore interattivo per vedere quanto può crescere il tuo piano.

Chi ti guida

Marco Alaimo, Consulente Finanziario

Marco Alaimo

Consulente Finanziario · Allianz Bank Financial Advisors

Affianco famiglie e privati nelle scelte di pianificazione finanziaria, previdenziale e patrimoniale, con un approccio concreto e trasparente. Sono Consulente Finanziario abilitato all'offerta fuori sede, iscritto all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari (OCF) con matricola n. 633306, e opero per conto di Allianz Bank Financial Advisors S.p.A.

Il mio percorso. Nel 2015, mentre prestavo servizio nell'Esercito, ho deciso di intraprendere un nuovo viaggio: studiare economia. Tra studio, lavoro e famiglia, che nel frattempo si arricchiva di una presenza preziosa, ho affrontato ogni ostacolo con determinazione. Nel 2018 ho superato l'esame OCF e sono diventato consulente finanziario, ma il percorso non si è fermato. Nel 2021 ho iniziato a lavorare in una grande banca, un'esperienza che mi ha aperto gli occhi sulle difficoltà di fidelizzare i clienti e di seguirli a 360 gradi nel loro percorso finanziario.

La mia grande ambizione, però, era un'altra: aiutare più persone possibile a proteggere il loro patrimonio e a pianificare il futuro. Così ho scelto di dedicarmi a questa missione, perché credo che ogni cliente meriti rispetto, ascolto e strategie fatte su misura. Le decisioni finanziarie migliori non sono quelle più complicate, ma quelle prese prima e con consapevolezza. Questa guida nasce proprio per aiutarti a fare, per i tuoi figli, una di quelle scelte.

01Le basi

Come funziona un PAC

Un PAC è una modalità di investimento, non un prodotto a sé. Concretamente si imposta un versamento ricorrente e automatico, per esempio ogni mese, verso un fondo comune o un ETF diversificato. Da quel momento il piano va avanti da solo: la cifra viene prelevata e investita senza che tu debba ricordartene o decidere ogni volta.

La leva vera: l'automatismo. Impostato una volta, il PAC toglie la decisione dalle mani della forza di volontà. Non devi essere disciplinato ogni mese, devi esserlo una volta sola, il giorno in cui lo attivi. Da lì in poi lavora il sistema, non la motivazione, ed è questo che permette di restare investiti per gli anni che servono.

02Il motore

L'interesse composto: il tempo che diventa capitale

Il motore del PAC ha un nome preciso: interesse composto. I rendimenti che maturi non restano fermi, vengono reinvestiti e a loro volta producono altri rendimenti. All'inizio l'effetto è quasi invisibile, poi cresce in modo sempre più ripido. Per questo il fattore che pesa di più non è quanto versi, ma per quanto tempo lasci lavorare il capitale.

Quanto pesano i tuoi versamenti e quanto il rendimento

Come leggerlo: 200 € al mese per 30 anni a un rendimento medio del 5% annuo. La fascia chiara è il capitale versato di tasca tua, quella scura è il rendimento generato dall'interesse composto. Con il passare degli anni la parte generata dai rendimenti supera quella versata. Valori illustrativi, non garantiti, esclusi costi e inflazione.

La lezione pratica è una sola: iniziare presto conta più che versare tanto. Chi comincia dieci anni prima, a parità di versamento mensile, arriva quasi sempre con un capitale molto più alto, perché concede al composto gli anni in cui produce di più. Gli ultimi anni del piano sono quelli in cui gli interessi generano gli interessi più grandi.

Il tempo è l'ingrediente che non si può comprare né recuperare. È la ragione per cui il momento migliore per aprire un PAC è sempre il più presto possibile. La regola d'oro dell'accumulo
03La serenità

Il cost averaging: comprare a rate toglie l'ansia del timing

Una domanda blocca molti risparmiatori: e se entro nel momento sbagliato? Il PAC risponde a questa paura per costruzione. Versando una cifra fissa a intervalli regolari, quando i prezzi sono alti compri automaticamente meno quote, quando sono bassi ne compri di più. È il meccanismo del cost averaging, o prezzo medio di carico: nel tempo il prezzo a cui hai comprato si media, e il peso di aver scelto male il singolo momento si riduce moltissimo.

Un esempio semplice con 200 € investiti ogni mese, mentre il prezzo della quota oscilla:

MesePrezzo della quotaQuote acquistate con 200 €
Gennaio10 €20,0
Febbraio8 €25,0
Marzo5 €40,0
Aprile8 €25,0
Maggio10 €20,0

In cinque mesi hai versato 1.000 € e comprato 130 quote, per un prezzo medio di carico di 7,69 €, più basso della media aritmetica dei prezzi, che è 8,20 €. Il ribasso di marzo, che spaventa chi investe tutto in una volta, per chi accumula è stato un'occasione: ha comprato più quote a poco prezzo.

Il rovescio della medaglia: il cost averaging dà il meglio quando i mercati oscillano e poi risalgono, mentre in una fase di crescita ininterrotta investire tutto subito renderebbe di più. Ma poiché nessuno sa in anticipo cosa faranno i mercati, per chi accumula nel tempo il PAC resta il modo più sereno per restare sempre investito, senza dover indovinare il momento giusto.

04Cosa metti dentro

Strumenti e costi: ETF, fondi e la voce che conta di più

Il PAC è il contenitore, ma quello che ci metti dentro fa la differenza. Le due famiglie di strumenti più usate sono gli ETF e i fondi comuni.

Qualunque sia la scelta, la voce da guardare sempre è il costo. Nei documenti informativi lo trovi come ISC, l'Indicatore Sintetico dei Costi, o come TER per gli ETF.6 Sembra un dettaglio, ma su decenni un punto percentuale di costo in più ogni anno erode una fetta enorme del risultato.

Quanto ti costano davvero i costi, su 30 anni

Come leggerlo: 200 € al mese per 30 anni, rendimento lordo del mercato 5% annuo. Confronto tra uno strumento a basso costo, 0,2% annuo, e uno a costo elevato, 2,0% annuo. La distanza tra le due linee è capitale che finisce in commissioni invece che nelle tue tasche. Valori illustrativi, non garantiti.

Non significa che il costo più basso sia sempre la scelta giusta: la consulenza, l'accompagnamento e la scelta della linea coerente con i tuoi obiettivi hanno un valore. Significa però che il costo va sempre conosciuto e messo in relazione a ciò che ricevi in cambio.

05Rischio e tempo

Volatilità e orizzonte: come il tempo lavora per te

Investire in strumenti diversificati significa accettare che il valore oscilli: in alcuni anni sale, in altri scende. Questa è la volatilità, ed è il motivo per cui i mercati, nel lungo periodo, tendono a rendere più della liquidità ferma sul conto. La buona notizia è che il PAC e il tempo lavorano proprio contro questa oscillazione.

Nessun rendimento passato garantisce quelli futuri, e nessuno strumento diversificato è esente da oscillazioni. Il vero fattore di sicurezza non è cercare l'investimento senza rischio, ma dare al piano il tempo di cui ha bisogno e non toccarlo nei momenti sbagliati.

06In pratica

La fiscalità del PAC, senza sorprese

La fiscalità di un PAC costruito su strumenti finanziari è lineare, ma nasconde un paio di regole che conviene conoscere prima di partire.

L'aliquota sui guadagni

I guadagni realizzati sono tassati con un'imposta del 26%. Fa eccezione la quota investita in titoli di Stato italiani e di Paesi in white list, tassata al 12,5%.1 A questa si aggiunge l'imposta di bollo dello 0,20% annuo sul valore degli strumenti detenuti.5

Accumulazione o distribuzione

Negli strumenti ad accumulazione i proventi vengono reinvestiti senza tassazione immediata: l'imposta si paga solo alla vendita, e nel frattempo anche quella somma continua a lavorare. Negli strumenti a distribuzione, invece, i dividendi incassati sono tassati subito. Per un PAC di lungo periodo l'accumulazione sfrutta meglio l'interesse composto.3

L'insidia delle minusvalenze sugli ETF

È l'equivoco più diffuso tra gli investitori italiani. Sugli ETF armonizzati le plusvalenze sono redditi di capitale, mentre le minusvalenze sono redditi diversi: appartengono a due categorie fiscali distinte e non si compensano tra loro.2 In pratica, se in un anno vendi un ETF in guadagno e un altro in perdita, paghi il 26% sull'intero guadagno senza poter scaricare la perdita.

Le minusvalenze non sono però inutili: finiscono nel cosiddetto zainetto fiscale e possono compensare, entro quattro anni, plusvalenze da altri strumenti che generano redditi diversi, come azioni singole, obbligazioni, ETC e certificates.2 Conoscere la scadenza dello zainetto ed evitare di lasciarlo scadere fa parte di una buona gestione.

Chi si occupa delle tasse

Con un intermediario italiano in regime amministrato non devi pensare a nulla: la banca o il broker agisce da sostituto d'imposta, applica la ritenuta e tu non hai obblighi in dichiarazione.4 Con un intermediario estero, invece, di norma la dichiarazione spetta a te.

07Un confronto onesto

PAC contro Fondo Pensione

PAC e fondo pensione non sono rivali, rispondono a bisogni diversi e spesso convivono. Il PAC è liquido e flessibile: lo apri, versi e disinvesti quando vuoi, ideale per obiettivi che possono arrivare tra cinque o dieci anni. Il fondo pensione è fiscalmente più efficiente ma vincolato fino alla pensione, quindi perfetto per il traguardo previdenziale.

CaratteristicaPAC, ETF o fondiFondo pensione
Deducibilità dei versamentiNoSì, fino a 5.300 €/anno
Tassa sui guadagni26%, 12,5% titoli di Stato20% sui rendimenti in accumulo
Tassa alla finegià assolta col 26%dal 15% al 9%
LiquiditàTotale, sempreVincolata, con anticipazioni
Ideale perObiettivi da 5 a 15 anniLungo termine previdenziale

Il fondo pensione mette insieme deduzione, tassazione ridotta e altri vantaggi che il PAC non ha, in cambio del vincolo temporale.8 Il PAC resta insostituibile dove servono flessibilità e disponibilità immediata. La strategia più solida, spesso, non è scegliere l'uno o l'altro, ma usarli entrambi, ciascuno per il compito che sa svolgere meglio.

Quanto vale, con i tuoi numeri?

Ho preparato un calcolatore gratuito che confronta, sul tuo caso, la crescita di un fondo pensione rispetto a un PAC tradizionale, considerando rendimenti e vantaggi fiscali.

Apri il calcolatore PAC vs Fondo Pensione
08La mossa che moltiplica

Il fondo pensione che alimenta il PAC

Nel capitolo precedente abbiamo visto che PAC e fondo pensione non sono rivali. Ora la parte più interessante: possono alimentarsi a vicenda. Il fondo pensione, infatti, ogni anno ti restituisce una somma reale sotto forma di risparmio fiscale, ed è proprio con quei soldi che puoi far partire un PAC che non ti costa nulla di tasca tua.

Da dove arriva il «rimborso dello Stato»

I contributi versati a un fondo pensione si deducono dal reddito, fino a 5.300 € l'anno dal 2026.8 Dedurre significa abbassare il reddito su cui paghi l'IRPEF, quindi ogni euro versato ti fa risparmiare una somma pari alla tua aliquota marginale, che nel 2026 è del 23%, 33% o 43% a seconda dello scaglione.9 Quel risparmio è denaro vero, che rientra come minori imposte in dichiarazione. La mossa è semplice: invece di lasciarlo confondere nelle spese, lo versi ogni anno in un PAC.

La simulazione, con numeri reali

Prendiamo un lavoratore con reddito imponibile intorno a 35.000 €, quindi aliquota marginale del 33%. Versa il massimo deducibile, 5.300 € l'anno, al fondo pensione. Il suo risparmio fiscale è 5.300 € × 33% = 1.749 € ogni anno. Se reinveste questi 1.749 € in un PAC per 30 anni a un rendimento medio del 5%, arriva a un montante netto di circa 99.600 €. Quasi centomila euro costruiti solo con i soldi che gli ha restituito lo Stato, senza aggiungere un euro dal proprio reddito a questo secondo piano. E nel frattempo il fondo pensione, con i 5.300 € annui, ha continuato a crescere per conto suo: quel capitale è tutto in più.

Ecco come cambia il risultato a seconda della tua aliquota, sempre versando 5.300 € l'anno al fondo pensione e reinvestendo l'intero rimborso in un PAC per 30 anni al 5%:

Aliquota marginaleRisparmio fiscale annuoRimborsi reinvestiti in 30 anniMontante netto del PAC
23%1.219 €36.570 €69.440 €
33%1.749 €52.470 €99.630 €
43%2.279 €68.370 €129.820 €

Più alta è l'aliquota, più grande è il rimborso e più potente diventa il secondo motore. In tutti i casi si tratta di un capitale che nasce da un beneficio fiscale che, altrimenti, la maggior parte delle persone lascia semplicemente evaporare.

Risparmio fiscale annuo
Rimborsi reinvestiti in totale
Montante lordo del PAC
Montante netto del PAC
Come funziona il calcolo: il risparmio fiscale annuo è il versamento al fondo pensione, deducibile fino a 5.300 €, moltiplicato per l'aliquota marginale scelta. Quel rimborso, che arriva una volta l'anno, viene reinvestito in un PAC che capitalizza al rendimento indicato; il montante netto sottrae il 26% sui soli guadagni. Il capitale del fondo pensione è separato e aggiuntivo. Valori illustrativi, non garantiti, esclusi costi, imposta di bollo e inflazione.

Tre condizioni da tenere a mente. Il risparmio fiscale è reale solo se hai capienza IRPEF, cioè imposta sufficiente da abbattere: un incapiente o un forfettario puro non lo ottiene. Il tetto deducibile è 5.300 € l'anno, quindi il rimborso massimo è quello calcolato su questa soglia. E ricorda che il capitale del PAC qui stimato è in aggiunta a quello che matura nel fondo pensione, non al suo posto.

È la sintesi di tutta la guida: il fondo pensione lavora sul lunghissimo periodo con il vantaggio fiscale, il PAC aggiunge flessibilità e liquidità, e il rimborso del primo diventa il carburante del secondo. Due strumenti, un solo obiettivo: far lavorare per te ogni euro, compresi quelli che ti restituisce lo Stato.

09Un confronto onesto

PAC contro il mattone: quanto costa davvero un immobile

«Meglio il mattone», si sente dire spesso. L'immobile ha un valore reale e un peso affettivo innegabili, ma come investimento va confrontato ad armi pari con un PAC, e per farlo bisogna guardare il costo vero, non solo il prezzo di acquisto.

Comprare casa in Italia porta con sé una serie di costi spesso sottovalutati:7

Nulla di tutto questo dice che l'immobile sia una cattiva scelta: dice che va valutato con i numeri completi in mano, confrontando il rendimento netto di un affitto, al netto di tasse e costi, con quello di un piano finanziario diversificato di pari orizzonte.

Quanto costa davvero comprare casa?

Con questo simulatore gratuito calcoli il costo reale di un acquisto immobiliare in Italia, imposte, provvigioni e costi ricorrenti, proiettato sui prossimi 30 anni.

Apri il simulatore Costo Acquisto Immobile
10L'errore sei tu

Gli errori da evitare

Il PAC è semplice per costruzione, ma il suo peggior nemico è spesso il comportamento di chi lo gestisce. Ecco gli errori che, più di ogni scelta tecnica, fanno la differenza tra un buon risultato e un'occasione mancata.

La differenza tra chi ottiene un buon risultato e chi no, quasi mai sta nello strumento scelto. Sta nell'aver iniziato presto e nell'essere rimasto fermo quando tutti gli altri si agitavano. La finanza comportamentale, in una frase
11Provalo con i tuoi numeri

Simulatore: quanto può crescere il tuo PAC

Metti alla prova tutto quello che hai letto con i tuoi numeri. Scegli il versamento mensile, l'orizzonte e un rendimento medio ipotizzato, e guarda quanto può crescere il piano e quanta parte di quel montante è frutto del rendimento, non dei tuoi versamenti.

Totale versato
Rendimento generato
Montante lordo
Montante netto dopo le tasse
Come funziona il calcolo: capitalizzazione mensile al rendimento scelto, versamento costante ogni mese. Il montante netto sottrae l'imposta sui soli guadagni, con l'aliquota selezionata. I valori sono illustrativi, arrotondati, non garantiti, ed escludono costi degli strumenti, imposta di bollo e inflazione.

Un simulatore serve a cogliere gli ordini di grandezza e il peso del tempo, non a promettere un risultato. Il rendimento reale dipenderà dai mercati, dagli strumenti scelti e dai loro costi. Per una valutazione sulla tua situazione, il confronto con un professionista resta il passo giusto.

12Per concludere

Il momento migliore per iniziare è adesso

Il PAC non chiede grandi capitali né la capacità di prevedere i mercati. Chiede una cifra sostenibile, un versamento automatico e la pazienza di lasciar lavorare il tempo e l'interesse composto. Diversificazione, costi sotto controllo, fiscalità conosciuta e nervi saldi nei ribassi: sono questi, molto più del singolo strumento, a fare la differenza. E come per quasi ogni cosa che riguarda i soldi, il momento migliore per iniziare era ieri, il secondo è oggi.

Parliamone insieme

Ogni situazione ha numeri e obiettivi diversi. Se vuoi capire come impostare il piano più adatto a te, o confrontare PAC, fondo pensione e immobile sul tuo caso, scrivimi. Ti rispondo io, senza impegno.

§Fonti e riferimenti
  1. Tassazione dei redditi finanziari al 26% e al 12,5% sui titoli di Stato white list: imposta sostitutiva del 26% su plusvalenze, dividendi e cedole; aliquota agevolata del 12,5% sulla quota investita in titoli di Stato italiani e di Paesi in white list. Art. 5 D.L. 66/2014; D.Lgs. 461/1997; art. 44 e 67 TUIR.
  2. Plusvalenze e minusvalenze sugli ETF armonizzati: le plusvalenze sono redditi di capitale, le minusvalenze redditi diversi; le due categorie non si compensano tra loro. Le minusvalenze confluiscono nello "zainetto fiscale" e compensano plusvalenze da altri redditi diversi, come azioni, obbligazioni, ETC e certificates, entro il quarto anno successivo. Art. 44 e 67 TUIR; prassi Agenzia delle Entrate.
  3. ETF ad accumulazione e a distribuzione: negli ETF ad accumulazione i proventi sono reinvestiti senza imposizione immediata, con differimento della tassazione al momento della vendita; negli ETF a distribuzione i proventi periodici sono tassati all'incasso. Prassi Agenzia delle Entrate e documentazione dei gestori.
  4. Regime amministrato: con intermediario residente in regime amministrato l'imposta è applicata direttamente dall'intermediario come sostituto d'imposta, senza obblighi dichiarativi per il risparmiatore. Art. 6 D.Lgs. 461/1997.
  5. Imposta di bollo sui prodotti finanziari: 0,20% annuo sul controvalore degli strumenti finanziari detenuti. Art. 13 Tariffa, Parte I, allegata al DPR 642/1972.
  6. Costi degli strumenti, ISC e TER: gli oneri complessivi degli strumenti sono riportati nei documenti informativi, tra cui il KID, e incidono annualmente sul rendimento. Regolamento UE 1286/2014 (PRIIPs) e disciplina di settore.
  7. Costi di acquisto e detenzione di un immobile in Italia: imposte d'atto (registro oppure IVA), imposte ipotecaria e catastale, onorario notarile, eventuale provvigione dell'agenzia; a regime, IMU sugli immobili diversi dall'abitazione principale, spese di manutenzione, condominiali e assicurative. DPR 131/1986; D.Lgs. 23/2011 e normativa IMU.
  8. Confronto con la previdenza complementare: deducibilità dei contributi fino a 5.300 € dal 2026, tassazione agevolata dei rendimenti in accumulo al 20% e della prestazione dal 15% al 9%, a fronte del vincolo fino al pensionamento. D.Lgs. 252/2005; Legge di Bilancio 2026.
  9. Scaglioni e aliquote IRPEF 2026 (23%, 33%, 43%) e deducibilità della previdenza complementare: aliquote per scaglioni con secondo scaglione ridotto al 33%, Legge di Bilancio 2026, L. 199/2025, art. 1 co. 3, che modifica l'art. 11 TUIR; deducibilità dei contributi fino a 5.300 € dal 2026, art. 8 D.Lgs. 252/2005. Il beneficio effettivo dipende dalla capienza IRPEF del contribuente.

Contenuto a scopo informativo, non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento. Dati e riferimenti aggiornati al 2026; la normativa può subire modifiche. I valori indicati nei grafici e nel simulatore sono ipotesi illustrative, non garantiscono rendimenti futuri e non tengono conto di costi, imposte di bollo, inflazione e della specifica situazione individuale. Ogni investimento comporta rischi, compresa la possibile perdita del capitale. Per decisioni concrete rivolgersi a un professionista abilitato.